Attacchi di Panico

Gli attacchi di panico sono improvvisi attacchi, della durata di alcuni minuti, che causano alla persona un considerevole grado di angoscia, essendo accompagnati da allarmanti sintomi fisiologici, tra cui: senso di svenimento e di soffocamento, vertigini, sudorazione, tremore, tachicardia, dolore in sede toracica e sensazione di morte imminente. Tali attacchi, per lo più ricorrenti, inattesi e non legati a situazioni specifiche, sembrano provenire dal nulla, apparentemente senza alcun intervento di cause scatenanti di natura ambientale o intrapsichica. La persona che ne soffre può sviluppare una costante preoccupazione rispetto all’eventualità che essi possano ripresentarsi, inaspettatamente, e, per tal ragione, può arrivare a condizionare e ad inibire in modo importante il normale svolgimento della sua vita quotidiana.
L’angoscia espressa attraverso gli attacchi di panico va considerata come la “punta di un iceberg”; in genere compare quando l’individuo si confronta con una situazione – reale o immaginaria – che, inconsciamente, rappresenta e simbolizza una situazione potenzialmente traumatica, dolorosa, pericolosa, rispetto alla quale vorrebbe difendersi.
Obiettivo del lavoro terapeutico è comprendere i motivi, le fonti inconsce della sintomatologia ansiosa ed identificarne le origini evolutive. Il trattamento si propone di aumentare la tolleranza dell’individuo nei confronti dell’angoscia, che, lungi dal dover essere eliminata tout court, può essere trasformata in un affetto maggiormente adattivo, funzionale alla crescita della psiche, all’organizzazione dell’esperienza dell’individuo e allo sviluppo di un pensiero altamente creativo.